sabato 29 novembre 2008

Così Ford moltiplicò per ottola produttività
Tratto dal saggio David S. Landes Dinastie (Garzanti, 2007)
Dal momento in cui fu messa in vendita, la Model T divenna l'auto più popolare del pianeta. Le richiesta di "Tin Lizzie", come fu affettuosamente soprannominata, crebbero in fretta - 18.664 unità nel 1909-1910; 34.528 nel 1910-1911; 78.440 nel 1911-1912 - costringendo Ford a focalizzare la sua attenzione sull'aumento della produttività. La prima mossa fu la messa a punto di parti intercambiabili, con l'introduzione di tutte le macchine utensili necessarie a produrle. Henry e i suoi ingegneri puntavano a un errore massimo di un decimillesimo di pollice: e ogni volta che trovavano un attrezzo più preciso buttavano via tutti quelli vecchi. I contabili storcevano la bocca, ma nel 1910 ogni problema di limatura e rifinitura dei pezzi era definitivamente risolto. Una seconda innovazione importante fu la semplificazione e la routinizzazione dei compiti dovuta all'introduzione della catena di montaggio, un'idea che Ford aveva rubato al suo concorrente Ransom Olds e migliorato in maniera spettacolare. Il processo si sviluppò in tre fasi. Nella prima c'erano squadre di assemblatori che si spostavano da un telaio all'altro: gli assemblatori restavano cioè accanto al telaio cui stavano lavorando mentre qualcun altro gli portava gli attrezzi e le parti di cui avevano bisogno Con questo sistema il tempo medio richiesto dall'assemblaggio di una Model T era di 12,5 ore/uomo. Poi ci fu il varo della catena di montaggio: una fune o un cavo ad argano facevano avanzare il telaio e le squadre di assemblatori lo seguivano prendendo le parti da montare da bidoni strategicamente collocati lungo la linea. L'unità avanzava a scatti e in modo irregolare, ma il tempo medio di assemblaggio scese a meno di 6 ore/uomo.
Nella fase finale gli operai erano posizionati lungo la linea in punti fissi, stabiliti in base a calcoli precisi, i telai passavano loro davanti all'altezza della vita, e all'altezza della testa carrelli scorrevoli e piani inclinati recavano le parti premontate. Miglio tempo d'assemblaggio: 93 minuti per unità. Henry ne fu contentissimo: "Economizza 10 passi al giorno per ciascuno dei tuoi 12.000 dipendenti e avrai risparmiato 80 chilometri di spostamenti inutili e di energie sprecate". Nel 1912-1913 la produzione raddoppiò, e raddoppiò ancora l'anno successivo, mentre la forza lavoro veniva ridotta.
(tratto da 'La Repubblica')

venerdì 21 novembre 2008


Il Commissar[1]io Ue chiarisce che restano in vigore i vincoli di Maastricht"Flessibilità solo per deficit momentanei e poco sopra il valore di riferimento"







Trichet: "Forse nuovi tagli di tassi"Almunia difende il patto di stabilità

BRUXELLES - Non si possono escludere nuovi tagli dei tassi d'interesse da parte della Banca centrale europea: a dirlo è il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, secondo cui la situazione economica è cambiata "drammaticamente" e il board della Bce ne terrà conto nella sua riunione di dicembre. Si è espresso per questa possibilità anche Axel Weber, presidente della Bondesbank, considerato tra i più rigidi del direttivo Bce. E sul tema della crisi è intervenuto anche il commissario Ue alla Finanza Joaquin Almunia: "Il patto di stabilità non è sospeso - ha dichiarato - ma è possibile e necessario utilizzare la flessibilità prevista che nel caso di superamento del 3% del rapporto deficit/Pil dipenderà dalle condizioni specifiche del singolo paese". "Se c'è un deficit eccessivo - ha proseguito Almunia - si aprirà la procedura di monitoraggio. Ma il rispetto del patto è nell'interesse degli Stati membri in termini di durabilità del debito e consolidamento delle finanze pubbliche". Concetti approfonditi dal portavoce di Almunia, Amelia Torres. La quale ha aggiunto che "quando sarà stato ripreso il cammino della crescita, la Commissione ricorderà che bisogna seguire l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2010". "Quando un deficit eccessivo non è né temporaneo, nè vicino alla soglia del 3% - ha osservato - inizierà la procedura. C'è un disavanzo ben puù alto del 3% e non è temporaneo, andremo avanti con il nostro esercizio per la sorveglianza di bilancio". Rispondendo a quanti sulla stampa francese e tedesca parlano della fine del Patto di stabilità, Torres ha replicato: "Questo mi sorprende perché sia Almunia sia il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso hanno chiarito sul fatto che tutto quello che faremo sarà all'interno delle norme Ue".In questa cornice "l'appello alla flessibilità" riguarda deficit eccessivi solo temporaneamente e poco sopra il valore di riferimento. "Il rispetto del Patto è essenziale - ha aggiunto - e la definizione dei limiti dipenderà dalla situazione del Paese e dalla portata del deficit stesso". Quanto alla data entro cui i governi dovranno raggiungere il pareggio, Torres non si è sbilanciata, limitandosi ad osservare che in questa fase di crisi "vi è un deterioramento dei conti a causa del calo delle entrate, quando saremo di nuovo su un percorso di ripresa saranno raggiunti gli obiettivi di medio termine".
[1] Tratto da “La Repubblica”

venerdì 14 novembre 2008



Giornata negativa della Borsa Usa, che scende fra il 3 e il 4%. Bernanke: "Banche centrali pronte a nuovi interventi contro la crisi". Il Mibtel chiude a più 1,60%

Eurolandia, seduta al rialzononostante Wall Street

ROMA - Rimbalzo della Borsa di Tokyo nell'ultima seduta della settimana: si interrompe la serie negativa che durava da tre giorni consecutivicon l'indice Nikkei che ha chiuso a 2,71%. Da martedì a ieri aveva perso complessivamente oltre il 9%. Il recupero è stato però moderato dalla forza dello yen, che preoccupa sempre più le industrie esportatrici. Il mercato giapponese è stato incoraggiato dalla clamorosa performance di Wall Street, che poche ore prima aveva chiuso con un rialzo del 6,67% del Dow Jones e del &,92 dell'S&P500, al termine di una seduta che aveva visto l'indice delle blue chip in negativo di oltre 300 punti e che ha dunque mostrato un'oscillazione complessiva di oltre 900 punti. Un balzo certo non spiegabile con le notizie dall'economia reale, dati i profit warning di giganti come Intel e Wal Mart e il dato sui sussidi di disoccupazione ai massimi da sette anni. Anche in Europa si prospetta una seduta all'insegna del rialzo. Per il Mibtel primi scambi a più 2,65%, l'S&P/Mib sale del 2,91. I primi scambi sulle altre piazze mostrano guadagni che dopo pochi minuti di contrattazioni si portano per la maggior parte oltre il 3%. Intanto il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, parlando a Francoforte, ha assicurato che le banche centrali di tutto il mondo sono pronte a mettere in atto nuovi interventi per fronteggiare la crisi globale. A metà mattina si conferma l'andamento dell'apertura, con Piazza Affari che viaggia in guadagno di oltre il 2% e le altre europee che salgono intorno al 3. In testa Francoforte con 3,85%.
A Milano il miglior titolo è Eni che sale di oltre i 4%. Gli altri titoli in testa ai rialzi sono Impregilo, Geox, Telecom Italia e Intesa, tutti oltre il 3,5%. L'apertura di Wall Street è in calo, con il Dow Jones a -1,44% e l'S&P500 a -2,04. Nel frattempo i mercati europei hanno moderato i rialzi della mattina, e sono in guadagno in un range fra il 2 e il 3% (Francoforte la migliore, Bruxelles distanziata dalle altre con 0,46). Anche Piazza Affari è più tranquilla con un guadagno poco sotto il punto e mezzo percentuale. Tra i titoli migliori Tenaris ha spodestato Eni (che resta secondo) dalla vetta del listino. Le chiusure europee mantengono il rialzo, anche se non sui livelli della mattina: tutte le piazze concludeno in attivo, tranne Bruxelles, con guadagni fino a un punto e mezzo percentuale. Buona la performance di Milano, con 1,60% del Mibtel e 2,04 dellS&P/Mib. [1]Bisogna comunque considerare che nel frattempo Wall Street ha continuato in rosso, peggiorando rispetto all'apertura, con ribassi intorno al 3% del Dow Jones e intorno al 4 per l'S&P500. Ha pesato il dato sulle vendite al dettaglio (-2,8%, peggiore delle attese), che arriva peraltro subito dopo il profit warning di Wal Mart, il più grande gruppo Usa (e nel mondo) della grande distribuzione. Le conseguenze negative sono state moderate da una dichiarazione del presidente della Fed, Ben Bernanke: "Le banche centrali - ha detto - sono pronte a nuovi interventi contro la crisi." (14 novembre 2008)
[1] Tratto da “La Repubblica”

venerdì 7 novembre 2008


La decisione della Banca Centrale Europea preceduta da quelle della Banca d'Inghilterradella Banca Centrale Svizzera e di quella della Repubblica Ceca
La Bce riduce i tassi al 3,25%"Non escludiamo nuovi tagli"
Il presidente Trichet: "Sono migliorate le prospettive di stabilità dei prezzi"Ma dall'Fmi previsioni nere: "Pil Italia -0,6% nel 2009, zona euro -0,3%"
FRANCOFORTE - La Banca Centrale Europea ha tagliato i tassi d'interesse di mezzo punto percentuale. I tassi di riferimento dell'Eurozona passano pertanto dal 3,75 al 3,25 per cento. A motivare la decisione, ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, soprattutto il fatto che "le prospettive di stabilità dei prezzi siano migliorate ulteriormente" e che al contrario "le aspettative inflazionistiche continueranno a scendere". Si torna ai livelli di ottobre 2006. L'annuncio era ampiamente atteso dai mercati, ed è stato preceduto stamane dai tagli della Banca d'Inghilterra (1,50 per cento), della Banca Centrale Svizzera (0,50 per cento) e della Banca Centrale della Repubblica Ceca (0,75 per cento). I tassi di rifinanziamento tornano con la decisione odierna della Bce ai livelli dell'ottobre 2006. Il tasso sui depositi scende di conseguenza al 2,75% e quello marginale al 3,75%. Lo scorso 8 ottobre la Bce aveva già deciso una riduzione dei tassi di mezzo punto coordinata con la Federal Reserve Americana, la Banca d'Inghilterra e altre tre grandi banche centrali. Trichet: considerato taglio di 3/4 di punto. Il consiglio direttivo della Bce oggi ha anche discusso un taglio dei tassi da tre quarti di punto, decidendo poi per mezzo punto percentuale. Lo ha rivelato lo stesso presidente Trichet, precisando che la decisione finale è stata adottata all'unanimità. Non escluso nuovo taglio a dicembre. Mentre sulle prossime mosse sui tassi il presidente della Bce ha ribadito che l'istituto non intende "pre-impegnarsi": "Vedremo quale sarà la mossa più appropriata sulla base dei nuovi dati del prossimo vertice di dicembre". Trichet ha ricordato che a dicembre avremo a disposizioni le nuove proiezioni dello staff della Bce. In ogni caso, non ha escluso un nuovo taglio dei tassi.
Le previsioni dell'Fmi. Intanto l'Fmi ha diffuso le nuove stime sull'economia mondiale. Ritoccate al ribasso le previsioni per l'Italia, che va incontro alla recessione già da quest'anno. A deprimere le prospettive di crescita del nostro Paese infatti non c'è solo la crisi economica internazionale, ma anche il fatto che "in Italia c'è meno potenziale di crescita rispetto ad altri Paesi per ragioni demografiche e strutturali". Pertanto il Pil calerà già quest'anno dello 0,2%, per poi passare nel 2009 a un calo ancora più netto, dello 0,6%. La media dell'Eurozona dovrebbe attestarsi a +1,4% (-0,1%) quest'anno e a -0,3% (-0,7%) il prossimo. L'analisi del Fondo è impietosa: la ripresa non comincerà prima della fine del 2009, l'inversione di tendenza del ciclo è paragonabile "in magnitudo" a quelle segnate nel 1975 e nel 1982. La crisi finanziaria, avverte lo studio, "rimane virulenta", i mercati "sono entrati in un circolo vizioso". E le misure adottate dai governi "hanno bisogno di tempo per esplicare tutti i loro benefici". Si abbassano le rate dei mutui. In questo clima economico nerissimo quella della riduzione dei tassi d'interesse rimane comunque una buona notizia per le famiglie indebitate. Infatti rispetto a settembre i tassi di riferimento sono scesi di un punto percentuale e questo, osserva l'associazione dei consumatori Codacons, dovrebbe far respirare i titolari di un mutuo a tasso variabile: "Il calo dovrebbe determinare un abbassamento medio di 290 euro all'anno per chi ha un mutuo a tasso variabile, questo almeno se i tassi interbancari scenderanno de[2]lla stessa misura come logica vorrebbe".

[2] Tratto da “La Repubblica”

martedì 21 ottobre 2008

Metti i tuoi soldi al sicuro con che Banca!!
Che Banca!!
Il Conto Deposito ti permette di far fruttare i tuoi risparmi tenendoti al sicuro dall'andamento dei mercati finanziari. - Non investi in azioni o strumenti finanziari collegati ad azioni- Affidi i tuoi soldi a una Società che fa parte del Gruppo Mediobanca- Sei protetto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
Per aprire un Conto Deposito basta avere un conto corrente da utilizzare come conto d'appoggio. Potrai trasferire i tuoi soldi senza costi e in massima sicurezza e, se il conto d'appoggio è un Conto Tascabile o un Conto Corrente CheBanca!, il trasferimento avviene in tempo reale.
CheBanca! fa parte del Gruppo Mediobanca: oltre 1 miliardo di euro di utili nel 2007/2008, una delle banche con maggiore capitalizzazione* e con rating più elevato in Italia**.CheBanca! aderisce al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, nato per tutelare i depositi che i risparmiatori hanno presso le banche.*dati di Bilancio delle banche al 30/06/08**Rating Standard & Poor's pubblicati da Bloomberg.

sabato 30 agosto 2008

CAMBIA MUTUO BNL
Grazie alla “Portabilità del mutuo” puoi cambiare banca e approfittare di questa opportunità che BNL ti offre. Non perdere questa straordinaria occasione: con CambiaMutuo BNL alleggerisci la rata allungando il tuo mutuo fino a 40 anni, e, se vuoi puoi bloccarlo a tasso fisso.

martedì 27 maggio 2008

Ecco la soluzione del colore giusto
Vorreste acquistare la prima casa o una seconda casa in campagna o al mare e non avete il capitale sufficiente? La soluzione è una sola: ricorrere a un mutuo, ovvero un contratto di prestito (articolo 1813 del codice civile) che consiste nel trasferimento di una somma di denaro da un soggetto (mutuante che di solito è una banca) ad un altro soggetto (mutuatario), con l'obbligo da parte di quest'ultimo di restituire nel tempo la stessa somma di denaro aumentata degli interessi maturati. Il mutuo è ipotecario quando a garanzia della somma ricevuta viene iscritta un'ipoteca sull'immobile volta a tutelare il creditore contro il pericolo dell'insolvenza. In considerazione della forte valenza sociale collegata all'acquisto e/o costruzione dell'abitazione principale, la normativa tributaria consente di realizzare dei risparmi d'imposta in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi nel caso in cui siano stati pagati interessi passivi e oneri accessori relativamente a mutui ipotecari stipulati per l'acquisto della casa. Un mutuo è quindi il prestito di una determinata somma di denaro concesso da banche o società finanziarie a un privato che, dal canto suo, si impegna a restituirla con cadenza periodica (le rate) in un periodo di durata variabile - solitamente dai 5 ai 30 anni, in certi casi si arriva anche ai 40 anni - pagando, oltre alla somma ricevuta in prestito, una percentuale di interesse sulla stessa: il tasso di interesse. Allo sportello della banca vi informeranno di come sia difficile ottenere un prestito che superi l'80% del valore della casa, anche se attualmente alcuni istituti finanziano fino al 100%, ma a condizioni più onerose o con richiesta di garanzie aggiuntive. In ogni caso per ottenete il mutuo vi chiederanno subito delle garanzie che assicurino la restituzione di quanto sta per esservi prestato. Alla classica ipoteca sull'immobile acquistato (in pratica se non pagate venderanno la vostra casa, recuperando così tutti i soldi prestati) spesso si sostituisce o si affianca una fideiussione, in forza della quale a garantire per voi sarà qualcun altro con un "portafoglio" del quale la banca abbia piena fiducia. Tassi e condizioniQuale somma finanziano banche e finanziarie e i costi a carico del sottoscrittore Le regole d'oroCosa è fondamentale non dimenticare Rinegoziare il mutuoUna decisione da valutare attentamente Le agevolazioni fiscali sui mutuiLa nuova guida pratica fornita dall'Agenzie delle Entrate che fornisce un'ampia gamma di chiarimenti in merito all'applicazione delle agevolazioni fiscali per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa e i requisiti per aver diritto alla detrazione Irpef.

mercoledì 21 maggio 2008

ecco bnl revolution
ecco la nuova opportunità proposta dal gruppo Bnl corri subito in una filiale a scoprire l'offerta.

domenica 11 maggio 2008

BNL: approvati i primi risultati della ’nuova BNL’Roma, 4 aprile 2008 - Il Consiglio di Amministrazione di BNL, riunitosi oggi sotto la presidenza di Luigi Abete, ha approvato il bilancio consolidato del Gruppo BNL ed il progetto di bilancio di BNL SpA al 31 dicembre 2007, che sarà sottoposto all''approvazione dell''Assemblea, convocata per il 28 aprile e il 29 aprile prossimi, rispettivamente in prima e in seconda convocazione.


A seguito dell'acquisizione del Gruppo BNL da parte del Gruppo BNP Paribas, l'integrazione giuridica è stata completata il 1° ottobre 2007 attraverso:

- l'incorporazione di BNL SpA nel Gruppo BNP Paribas; in particolare le filiali e le società estere di BNL, così come le società controllate operanti nell'ambito della gestione del risparmio e dei servizi finanziari specializzati, sono state integrate nelle corrispondenti entità del Gruppo BNP Paribas;

- il conferimento a “BNL Progetto SpA” - che ha acquisito l'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria e ha variato la denominazione in quella di “Banca Nazionale del Lavoro SpA” - delle attività italiane aventi prevalente natura di banca commerciale, incluse le partecipazioni, funzionali al business, nelle controllate Ifitalia, Artigiancassa, BNL Finance ed altre minori.

Di conseguenza i risultati contabili per l'esercizio 2007 rappresentano il primo bilancio individuale e il primo bilancio consolidato della “nuova” BNL SpA. Per tale motivo i dati sono esposti senza confronto temporale ed il conto economico al 31 dicembre 2007 si riferisce a soli tre mesi, riflettendo i risultati delle attività conferite solo dal 1° ottobre 2007.

Tali risultati non riflettono il contributo del polo BNL banca commerciale così come pubblicati da BNP Paribas a causa della diversa allocazione dei costi di ristrutturazione, di alcune differenze nel perimetro e nei criteri di allocazione delle attività, nonché dell'applicazione da parte di BNP Paribas delle regole contabili di purchase accounting.

Come comunicato al mercato dalla Capogruppo BNP Paribas in data 20 febbraio 2008, BNL contribuisce ormai sostanzialmente alla crescita dell'operatività e della redditività del Gruppo BNP Paribas; un anno dopo la presentazione del piano 2007-2009, BNL continua positivamente il proprio processo di integrazione ed il 70% delle sinergie previste è ormai effettivo.

Il 2007, primo anno del piano d'integrazione, è stato caratterizzato da progressi significativi in termini di organizzazione e di efficacia commerciale. La gamma dei prodotti è stata profondamente rinnovata, soprattutto per quanto riguarda l'offerta di conti correnti e di nuove tipologie di prodotti di credito e di risparmio, appoggiandosi in particolare all'offerta dei prodotti di risparmio gestito del polo Asset Management and Services (AMS) di BNP Paribas. La banca ha investito in una serie di nuovi strumenti per i ruoli commerciali di rete ed i gestori della clientela retail hanno partecipato a corsi di formazione sulle nuove strategie di marketing. Questi miglioramenti dovrebbero dare pieni frutti dal 2008.

sabato 26 aprile 2008

BUSINESS WAY


Business Way è l'idea BNL che offre un insieme di servizi bancari, facilmente accessibili tramite internet e destinati al mondo dei professionisti e delle imprese.
Il servizio è disponibile in due diverse versioni: Base e Plus, per soddisfare tutte le esigenze operative in maniera flessibile.
Business Way consente un accesso facile e veloce ad una serie di informazioni e servizi molto importanti per chi svolge un'attività lavorativa autonoma.

UTILIZZO SEMPLICE E CONTINUO
L'accesso è facilitato dall'utilizzo di internet che abbatte agevolmente le barriere di spazio e tempo, permettendo di cogliere tutte le grandi opportunità offerte dal mercato.
Business Way non richiede installazione di software applicativi, né alcuna postazione dedicata. Permette inoltre di lavorare in qualsiasi giorno dell'anno, 24 ore su 24, direttamente dal proprio computer.

SERVIZIO MULTIUTENTE
La gestione di Business Way non è strettamente individuale.
Ciò rende possibile abilitare al suo utilizzo anche il personale aziendale, assegnando funzioni che riflettano i ruoli e l'organizzazione interna.

martedì 22 aprile 2008

BNL

e-Family BNL: soluzioni per gestire il tuo quotidiano

e-Family BNL è il canale online per i clienti di BNL, Gruppo BNP Paribas, che attraverso l'offerta di servizi integrati di Banking, Trading e soluzioni ad alto valore aggiunto, ti permette di gestire tutte le tue esigenze finanziarie e non solo, direttamente dal tuo PC in tutta velocità, assoluta sicurezza e convenienza: la sottoscrizione del contratto, infatti, è a canone zero e le condizioni economiche sono vantaggiose rispetto agli altri canali.

martedì 8 aprile 2008

Gruppo MPS

Nel segno della tradizione promuoviamo il cambiamento e l’innovazione.

Il Gruppo MPS è attivo sull’intero territorio nazionale e sulle principali piazze internazionali, con un'operatività che spazia dall'attività bancaria tradizionale all’Asset Management e Private Banking (fondi comuni d’investimento mobiliari, gestioni patrimoniali, fondi pensione e polizze vita), dall'investment banking alla finanza innovativa d’impresa (project finance, merchant banking e consulenza finanziaria), con una particolare vocazione verso la clientela “famiglie” e le piccole e medie imprese. Con più di 24.000 dipendenti, oltre 1.900 filiali ed un’articolata struttura di canali di distribuzione, tra cui una significativa rete di promotori finanziari, il Gruppo Monte dei Paschi di Siena offre i propri servizi a circa 4 milioni di clienti.Obiettivo del Gruppo è la creazione di valore nel tempo per tutti gli stakeholder, ponendo attenzione prioritaria alla soddisfazione dei clienti, allo sviluppo professionale delle persone, agli interessi degli azionisti e al territorio di riferimento. Tutto questo attraverso un sistema di valori consolidato e condiviso che poggia su:

  • Etica della responsabilità
  • Orientamento al cliente
  • Attenzione al cambiamento
  • Imprenditorialità e produttività
  • Competenze professionali
  • Spirito di squadra e cooperazione

Tratto caratteristico del Gruppo MPS è il coniugare il perseguimento degli obiettivi della crescita e della creazione del valore, propri di ogni impresa orientata al mercato, con il sistema dei valori espresso dai territori e dalle comunità di riferimento, conseguenza anche del forte radicamento territoriale delle aziende bancarie che ne fanno parte. In tal senso il Gruppo è promotore di una strategia di innovazione a sostegno dello sviluppo, caratterizzata da un ruolo proattivo della banca focalizzato sulla promozione e sullo stimolo di nuove opportunità per la sua clientela e per i territori ove è presente. Informazioni, competenze e conoscenze vengono messe a disposizione dei singoli, delle aziende, delle associazioni di categoria e degli Enti Pubblici locali e nazionali, impegnati in progetti di assistenza e stimolo allo sviluppo imprenditoriale, nonché in progetti di finanza che rappresentano le condizioni alla base della crescita.

venerdì 21 marzo 2008

BNL: prima Banca italiana su Second Life

BNL è la prima banca italiana ad entrare nel mondo virtuale di Second Life, la megalopoli virtuale che conta ormai 7mln di abitanti nel mondo. L’istituto di credito ha creato il “BNL Cafè”, uno spazio informale destinato a ospitare eventi e iniziative legate all’attività della Banca. In una nota, la banca sottolinea che Il “BNL Cafè” verrà inaugurato il 18 luglio con una vera e propria campagna di assunzione destinata alla ricerca di profili legati al mondo dell’informatica.

giovedì 28 febbraio 2008

Interessi sui prestiti al massimo

Secondo il bollettino mensile dell'Abi, a gennaio il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è salito al 6,22%, il più alto degli ultimi anni e rappresenta il record dal 2003, quando cioè i tassi d'interesse sono rilevati con i nuovi standard

Tocca il massimo degli ultimi anni il tasso d'interesse sui prestiti bancari a famiglie. Lo fa notare l'Associazione bancaria italiana nel suo rapporto mensile sull'evoluzione dei mercati finanziari: il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti alle famiglie ha toccato il 6,22%, cinque punti base in più (6,17%) rispetto al mese precedente e 70 punti base (5,52%) al di sopra del valore di gennaio 2007. Migliora, invece, anche se di poco la situazione sul fronte dei tassi d'interesse sui mutui. A gennaio 2008 i tassi applicati dalle banche sui mutui per l'acquisto delle abitazioni si sono attestati al 5,71%, in lieve calo rispetto al top segnato a dicembre 2007 (5,72%). Il dato, si legge nel rapporto Abi, sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato dalla variazione della composizione tra le erogazioni a tasso fisso e variabile. Lo scorso mese, inoltre, i tre quarti delle nuove erogazioni, cioè il 75% (contro i due terzi della rilevazione di settembre), sono state a tasso non variabile, ovvero fisso o misto.

mercoledì 13 febbraio 2008

Banca Italease: perfezionati due contratti finanziamento per 400 mln
Banca Italease ha perfezionato, nell'ambito dell'attività di funding a supporto del proprio sviluppo commerciale, due importanti contratti di finanziamento bilaterali con due primarie istituzioni creditizie di standing internazionale. E' quanto si legge in una nota emessa ieri in serata dalla società.
Il primo finanziamento è stato erogato da Unicredit Banca d'Impresa per un importo di 200 milioni di euro e la durata di 1 anno, mentre la seconda operazione - per lo stesso importo e una durata di 8 mesi - è stata finalizzata con la filiale italiana di Natixis Sa.
Con queste due nuove iniziative, conclude la nota, Banca Italease prosegue l'attività di raccolta anche attraverso canali alternativi agli istituti di credito facenti parte il Patto di Sindacato della Società.

sabato 9 febbraio 2008

Cos'è la banca oggi

Affideresti mai i tuoi risparmi a uno sconosciuto? La risposta è certamente scontata, ma quanti di noi sanno davvero cos'è una banca e come funziona?
Incominciamo dall’inizio e scopriamo come è nata, come si è evoluta nel tempo e che cos’è oggi: soltanto se approfondiamo la nostra conoscenza possiamo imparare a gestire e ad affidare i nostri risparmi con consapevolezza.


La banca può essere definita prima di tutto come un'impresa che opera nella società con un duplice scopo: fornire all'economia i mezzi di pagamento e raccogliere e impiegare il risparmio.

Per fare questo la banca, si pone come intermediario tra chi offre capitali (i cittadini che depositano i loro soldi) e chi li domanda (soprattutto le imprese o i cittadini, per esempio per l'acquisto della casa).

Oltre alla gestione dei depositi e dei capitali investiti, la banca offre un vasto insieme di servizi accessori come il cambio di valute straniere, il credito all'esportazione, l'emissione di titoli di credito (assegni, carte di credito e simili), la custodia di valori in cassette di sicurezza, il supporto a operazioni finanziarie, come la compravendita di azioni e obbligazioni e la gestione del risparmio (attraverso l’offerta di fondi comuni d’investimento).
Tali servizi vengono remunerati in vario modo. La prima fonte di entrata è rappresentata dai tassi di interesse incassati dall'investimento dei capitali raccolti, a cui si aggiungono le commissioni per i servizi che lo prevedono (per esempio commissioni legate al conto corrente, quelle per la gestione di un portafoglio di titoli eccetera).
I costi che una banca deve sostenere sono legati alla gestione del personale, delle sedi, delle filiali e delle infrastrutture (per esempio i centri di calcolo), ma anche agli interessi pagati a chi deposita presso la banca il proprio denaro.

Il bilancio di ogni banca si sostiene con il cosiddetto spread, ovvero la differenza percentuale fra il tasso di riferimento di mercato e il tasso applicato ai finanziamenti

mercoledì 23 gennaio 2008

Banca a 360°


La banca è un'impresa che svolge i compiti di fornire alla clientela mezzi di pagamento e di intermediazione tra offerta e domanda di capitali, i primi provenienti per lo più dalle famiglie, i secondi domandati soprattutto dalle imprese.

A fronte dei servizi che svolge, la banca viene remunerata dalla clientela. La principale entrata per le banche sono i tassi di interesse attivi, incassati impiegando i capitali raccolti. A questi si aggiungono le commissioni per i servizi resi alla clientela.

Tra i costi si possono citare i costi per il personale, per il mantenimento di sedi e filiali e per la gestione dell'infrastruttura informatica, nonché l'interesse pagato ai depositanti a fronte della raccolta ( c/c, depositi, certificati di deposito, obbligazioni, pronti contro termine).

I ricavi da intermediazione dipendono dalla differenza (spread in inglese) tra i tassi attivi a carico dei clienti e i tassi passivi versati ai clienti. Lo spread è di solito tanto più ampio quanto più alti sono i tassi, con la conseguente necessità pr la banca di cercare l'utile nelle commissioni (ricavi da servizi) percepite dalla clientela per servizi resi. Da tale variabile dipende la capacità della banca di coprire i costi fissi e di generare utili.

Le banche moderne offrono numerosi servizi accessori, come la gestione diretta degli investimenti (gestioni patrimoniali), il cambio di valute straniere, il credito all'esportazione, l'emissione di titoli di credito (assegni, carte di credito/debito e simili), la custodia di valori in cassette di sicurezza, il supporto a varie operazioni finanziarie come la compravendita di titoli di stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni di investimento e sicav.

Per offrire alla clientela di svolgere operazioni bancarie (sia informative che dispositive) anche quando gli sportelli bancari sono chiusi, da oltre 10 anni sono stati creati sportelli automatici bancomat, il computer (grazie alla rete Internet o a linee dedicate, attraverso il servizio di banca virtuale), i servizi telefonici (call center) o il digitale terrestre. Inoltre la raccolta del risparmio fuori sede è svolta, insieme ad altre operazioni, dai promotori finanziari

Breve storia della banca

La banca nell'antichità

Le funzioni di deposito e prestito hanno origini antichissime: i privati usavano affidare i loro averi al tesoro del tempio e ai sacerdoti già tra i sumeri, popolazione dell'antica Mesopotamia, e tra i popoli della Grecia antica, dove accanto ai templi nacquero in un tempo successivo i trapeziti, una sorta di banchieri privati. Nel medioevo, oltre alle normali funzioni di prestatori, custodi e cambiavalute, i banchieri assunsero anche quella di garanti dei pagamenti, firmando lettere di credito che li impegnavano a pagare somme per conto di chi le portava: fu la prima comparsa degli assegni, che liberavano i mercanti e i sovrani dal rischio di portare con sé grandi quantità di contanti o merci preziose. Questa nuova attività riscosse tanto successo (e fu tanto redditizia) da creare fortune immense: nelle più grandi città commerciali d'Europa (Asti, Firenze, Genova, Pisa, Venezia, Bruges, Rotterdam) famiglie di banchieri divennero ricchissime e potenti, tanto da arrivare a prestare denaro ai regnanti d'Europa, finanziando le loro guerre. Molto spesso, invece di rimborsare i prestiti, gli augusti creditori offrirono in pagamento feudi, baronie e titoli nobiliari: fu così che Cosimo de' Medici ottenne la signoria di Firenze e che due esponenti della famiglia poterono, in anni successivi, essere eletti Papa (Giovanni de' Medici, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, che assunse il nome di Leone X, e Giulio de' Medici, divenuto papa Clemente VII).

La prima banca in senso moderno nacque nel 1406 a Genova. La novità era che il "Banco di San Giorgio", questo il suo nome, fu il primo ad occuparsi di gestione del debito pubblico e venne definito dal Machiavelli uno stato nello stato, ossia una vera e propria istituzione pubblica nella quale i genovesi si riconoscevano molto più che nel governo, spesso ottenebrato dal controllo di altri stati, quali il Ducato di Milano od il Regno di Francia.

Gli orafi

In origine, le banche commerciali si svilupparono dall'attività degli orafi, che custodivano dai clienti oro e altri oggetti preziosi, restituendoli quando richiesto e rilasciando in cambio una ricevuta. Poco per volta gli orafi si resero conto che i clienti erano disposti ad accettare una quantità di oro di un dato valore e non lo stesso oro che avevano effettivamente depositato. Inoltre compresero che i clienti non ritiravano tutto insieme l'oro depositato. Ogni giorno una parte dell'oro veniva ritirato mentre altro oro veniva depositato. Il saldo tra depositi e ritiri, in condizioni economiche normali, era positivo e quindi si poteva tenere a disposizione dei clienti solo una parte dell'oro complessivamente depositato, usando la parte restante per investimenti fruttiferi.

Gli orafi e la banca

Analogamente nella banca moderna il saldo tra depositi e prelievi di denaro tende a essere, in condizioni economiche normali, positivo. La banca tiene prudenzialmente una parte del denaro ricevuto sotto forma di riserva e investe il resto in attività fruttifere. Il rendimento degli investimenti costituisce per la banca un ricavo che, unito ai ricavi per i servizi resi, serve a pagare i costi della banca e a remunerare i capitali ricevuti dalla clientela.

Le riserve obbligatorie

Le riserve che le banche detengono per far fronte agli obblighi nei confronti della clientela in Italia sono obbligatorie per legge. L'obbligo serve a tutelare i risparmiatori, evitando che le banche assumano rischi troppo elevati e si trovino senza la liquidità necessaria a garantire i pagamenti.

Le riserve bancarie coprono solo una frazione dei depositi dei clienti (si parla di riserve frazionali), così che nessuna banca può trasformare in contanti tutti i depositi dei clienti contemporaneamente. Se i clienti chiedessero tutti insieme la restituzione dei loro depositi, la banca sarebbe costretta a dichiarare bancarotta. Non avviene perché i clienti hanno fiducia nel fatto che ciò non accadrà e che se dovesse eventualmente accadere interverrebbero le autorità pubbliche, e tra queste la banca centrale che potrebbe stampare moneta per far fronte alle necessità di liquidità della banca. Inoltre i clienti sanno che forme di assicurazione dei depositi garantiscono loro la restituzione del denaro depositato, almeno per un certo ammontare.

Tuttavia la funzione principale delle riserve obbligatorie non è quella di rendere sicuri i depositi, ma di consentire alle autorità monetarie di controllare l'ammontare dei depositi a vista che le banche possono creare, limitando la crescita dei depositi bancari.

Come il sistema bancario crea moneta

In condizioni economiche normali l'afflusso di denaro verso una banca per i nuovi depositi supera il deflusso di denaro per i prelievi. La banca non deve pertanto mantenere i capitali ricevuti in attesa che il depositante li ritiri, ma può conservarne solo una parte, definita riserva, per far fronte alle esigenze di cassa. Accantonata una quota dei depositi a formare la riserva, il cui ammontare dipende in Italia dalle scelte della banca oltre che da norme di legge, la parte restante dei depositi viene investita in attività redditizie.

Una parte dei capitali dei depositanti viene perciò versata ad altri soggetti economici. Quando, magari dopo successivi passaggi, tali capitali vengono depositati presso una o più banche (per semplicità supponiamo che sia una sola), tale banca ripete quanto ha fatto la banca precedente: trattiene una parte del denaro (la riserva) e investe il resto. Il processo si ripete con una terza banca e poi con una quarta e così via.

Alla fine del processo generato da un nuovo deposito presso una qualsiasi banca, l'intero sistema bancario avrà prodotto riserve per un ammontare pari al nuovo deposito, mentre la somma dei nuovi depositi esistenti sempre presso l'intero sistema bancario sarà pari a un multiplo del primo deposito. L'ammontare del multiplo dipende dalla percentuale di ciascun deposito che viene trasformato in riserva. Anche i nuovi prestiti e investimenti dell'intero sistema bancario risulteranno essere un multiplo del primo investimento.

Il meccanismo appena descritto ha valore se applicato all'intero sistema bancario. È invece errata, come sottolinea Samuelson (vedi la bibliografia), l'opinione diffusa che la singola banca può concedere prestiti per un ammontare multiplo dei depositi.

Una banca particolare: la Banca Centrale

Una banca con poteri particolari è la Banca centrale privata di uno stato. Tra i suoi compiti vi sono la regolamentazione dell'attività bancaria, l'emissione in stato di monopolio della moneta. L'operato della Banca centrale non è, in linea di principio, diverso da quello di qualsiasi altra banca. La principale differenza consiste nella possibilità di emettere (e ritirare) moneta, per regolarne la quantità in circolazione nell'economia, mentre, come abbiamo visto, la banca commerciale può espandere gli impieghi nella misura in cui crescono i depositi. La legge italiana impone alle banche di tenere riserve obbligatorie presso la Banca Centrale. Questa misura ha l'effetto di regolare l'effetto inflazionistico generato dall'emissione di moneta. Più alta è la percentuale di capitale da tenere immobilizzato presso la banca centrale, tanto minore è l'inflazione generata (e con tanta maggiore difficoltà le banche prestano denaro).

La recente crisi dei mercati finanziari (c.d. crisi dei mutui sub-prime) ha messo definitivamente in evidenza l'ineguatezza dei sistemi bancari a fronte all'evoluzione dei mercati internazionali. Secondo l'impostazione degli economisti classici, la banca sarebbe un difetto del mercato nel suo ruolo di intermediario delle risorse finanziarie tra famiglie e imprese, pero' mano a mano che l'efficienza del mercato si evolve il difetto tende a scomparire. Oggi la banca non e' piu' il soggetto che lucra riducendo l'assimmetria informativa tra famiglie e impresa, ma crea assimmetria informativa, lucrando. La banca centrale in questo contesto e' percepibile piu' come tutore di interessi particolari a spese della collettivita', dove il conto della spesa arriva con l'aumento dell'inflazione. Si e' appreso infatti che le banche centrali usano gli strumenti di controllo dell'inflazione e per la stabilita' dei mercati per salvare le banche insolventi dai fallimenti, anziche' per il bene comune.

Banche on-line

La crescita di Internet e la diffusione delle carte di credito hanno favorito la creazione di banche che offrono servizi on-line, così come di istituti di credito senza filiali la cui operatività avviene esclusivamente sul web.

I clienti di tali società ricevono l'estratto conto via e-mail oppure lo possono consultare nel sito istituzionale della banca, ricevono accrediti ed effettuano pagamenti mediante bonifico bancario via Internet, possono disporre di carte di credito con le quali prelevare contante dai Bancomat o dalle filiali di altre banche.

Questi istituti offrono tassi d'interesse più alti della media oppure conti a zero spese, perché ottengono una forte riduzione di costi dall'eliminazione della rete di filiali e dalla standardizzazione dei processi interni.

L'utilizzo di Bancomat e strutture di altre banche per il prelievo di contante possono ridurre questi benefici. Inoltre, la mancanza di filiali e di un contatto diretto col cliente comportano una scarsa personalizzazione dei servizi e criticità nella gestione delle eccezioni e dei reclami, se nemmeno nella sede legale sono create strutture di ascolto del cliente.

Per legge tali banche nei Paesi UE devono avere almeno una sede legale, obbligo assente negli USA.

giovedì 17 gennaio 2008

Ecco il colosso BNL e la sua scalata finanziaria

Evoluzione

Evoluzione del capitale sociale di BNL S.p.A.
(dalla quotazione delle azioni ordinarie - settembre 1998):

Data

Azioni ordinarie

Totale azioni ordinarie

20 dicembre 2006
Conversione delle azioni di risparmio in ordinarie

-

3.095.869.321

21 luglio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

91.586

3.072.670.990

22 giugno 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

2.509.149

3.072.579.404

31 maggio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

2.347.944

3.070.070.255

22 marzo 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

1.370.367

3.067.722.311

28 febbraio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

3.941.044

3.066.351.944

30 gennaio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

7.165.526

3.062.410.900

30 dicembre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

738.413

3.055.245.374

2 dicembre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

433.175

3.054.506.961

21 ottobre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

292.500

3.054.073.786

4 ottobre 2005
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale e aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

18.446.391

3.053.781.286

9 settembre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

676.500

3.035.334.895

21 luglio 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

5.466.230

3.034.658.395

23 giugno 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

12.055.544

3.029.192.165

19 aprile 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

6.072.065

3.017.136.621

14 marzo 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

321.619

3.011.064.556

28 febbraio 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

1.788.750

3.010.742.937

25 gennaio 2005
Aumento di capitale gratuito per i dipendenti che hanno maturato 25 anni di servizio effettivo

780.920

3.008.954.187

21 gennaio 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

4.879.510

3.008.173.267

29 dicembre 2004
Operazione di aumento di capitale sociale

784.646.093

3.003.293.757

12 novembre 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

288.085

2.218.647.664

30 settembre 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

400.607

2.218.359.579

9 luglio 2004
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale

28.545.584

2.217.958.972

9 luglio 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

185.540

2.189.413.388

11 giugno 2004
Aumento del valore nominale delle azioni a Euro 0,72


19 febbraio 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option

115.000

2.189.227.848

19 gennaio 2004
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale per i 25 anni di servizio

647.536

2.189.112.848

24 luglio 2003
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale per il premio aziendale dell'anno 2002 e per i 25 anni di servizio

35.161.615

2.188.465.312

20 gennaio 2003
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio

1.391.511

2.153.303.697

25 luglio 2002
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale per il premio aziendale dell'anno 2001 e con 25 anni di servizio

27.218.738

2.151.912.186

31 dicembre 2001
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale

697.340

2.124.693.448

8 agosto 2001
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option e attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale per il premio aziendale dell'anno 2000 e con 25 anni di servizio al 30 giugno

12.500.920

2.123.996.108

28 giugno 2001
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option

245.200

2.111.495.188

1 marzo 2001
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option

405.000

2.111.249.988

15 dicembre 2000
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 31 dicembre 2000

294.887

2.110.844.988

29 novembre 2000
Aumento di capitale sociale al servizo di Stock Option

131.600

2.110.550.101

4 agosto 2000
Aumento di capitale sociale riservato al Tesoro

12.336.574

2.110.418.501

5 luglio 2000
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 30/06/2000

255.861

2.098.081.927

30 dicembre 1999
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 31/12/99

568.070

2.097.826.066

23 luglio 1999
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 30/06/99

964.217

2.097.257.996

21 settembre 1998
Quotazione azioni ordinarie alla Borsa Italiana

2.096.293.779

2.096.293.779

24 agosto - 14 settembre 1998
Conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie

371.940.669

2.096.293.779