mercoledì 23 gennaio 2008

Banca a 360°


La banca è un'impresa che svolge i compiti di fornire alla clientela mezzi di pagamento e di intermediazione tra offerta e domanda di capitali, i primi provenienti per lo più dalle famiglie, i secondi domandati soprattutto dalle imprese.

A fronte dei servizi che svolge, la banca viene remunerata dalla clientela. La principale entrata per le banche sono i tassi di interesse attivi, incassati impiegando i capitali raccolti. A questi si aggiungono le commissioni per i servizi resi alla clientela.

Tra i costi si possono citare i costi per il personale, per il mantenimento di sedi e filiali e per la gestione dell'infrastruttura informatica, nonché l'interesse pagato ai depositanti a fronte della raccolta ( c/c, depositi, certificati di deposito, obbligazioni, pronti contro termine).

I ricavi da intermediazione dipendono dalla differenza (spread in inglese) tra i tassi attivi a carico dei clienti e i tassi passivi versati ai clienti. Lo spread è di solito tanto più ampio quanto più alti sono i tassi, con la conseguente necessità pr la banca di cercare l'utile nelle commissioni (ricavi da servizi) percepite dalla clientela per servizi resi. Da tale variabile dipende la capacità della banca di coprire i costi fissi e di generare utili.

Le banche moderne offrono numerosi servizi accessori, come la gestione diretta degli investimenti (gestioni patrimoniali), il cambio di valute straniere, il credito all'esportazione, l'emissione di titoli di credito (assegni, carte di credito/debito e simili), la custodia di valori in cassette di sicurezza, il supporto a varie operazioni finanziarie come la compravendita di titoli di stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni di investimento e sicav.

Per offrire alla clientela di svolgere operazioni bancarie (sia informative che dispositive) anche quando gli sportelli bancari sono chiusi, da oltre 10 anni sono stati creati sportelli automatici bancomat, il computer (grazie alla rete Internet o a linee dedicate, attraverso il servizio di banca virtuale), i servizi telefonici (call center) o il digitale terrestre. Inoltre la raccolta del risparmio fuori sede è svolta, insieme ad altre operazioni, dai promotori finanziari

Breve storia della banca

La banca nell'antichità

Le funzioni di deposito e prestito hanno origini antichissime: i privati usavano affidare i loro averi al tesoro del tempio e ai sacerdoti già tra i sumeri, popolazione dell'antica Mesopotamia, e tra i popoli della Grecia antica, dove accanto ai templi nacquero in un tempo successivo i trapeziti, una sorta di banchieri privati. Nel medioevo, oltre alle normali funzioni di prestatori, custodi e cambiavalute, i banchieri assunsero anche quella di garanti dei pagamenti, firmando lettere di credito che li impegnavano a pagare somme per conto di chi le portava: fu la prima comparsa degli assegni, che liberavano i mercanti e i sovrani dal rischio di portare con sé grandi quantità di contanti o merci preziose. Questa nuova attività riscosse tanto successo (e fu tanto redditizia) da creare fortune immense: nelle più grandi città commerciali d'Europa (Asti, Firenze, Genova, Pisa, Venezia, Bruges, Rotterdam) famiglie di banchieri divennero ricchissime e potenti, tanto da arrivare a prestare denaro ai regnanti d'Europa, finanziando le loro guerre. Molto spesso, invece di rimborsare i prestiti, gli augusti creditori offrirono in pagamento feudi, baronie e titoli nobiliari: fu così che Cosimo de' Medici ottenne la signoria di Firenze e che due esponenti della famiglia poterono, in anni successivi, essere eletti Papa (Giovanni de' Medici, figlio secondogenito di Lorenzo il Magnifico, che assunse il nome di Leone X, e Giulio de' Medici, divenuto papa Clemente VII).

La prima banca in senso moderno nacque nel 1406 a Genova. La novità era che il "Banco di San Giorgio", questo il suo nome, fu il primo ad occuparsi di gestione del debito pubblico e venne definito dal Machiavelli uno stato nello stato, ossia una vera e propria istituzione pubblica nella quale i genovesi si riconoscevano molto più che nel governo, spesso ottenebrato dal controllo di altri stati, quali il Ducato di Milano od il Regno di Francia.

Gli orafi

In origine, le banche commerciali si svilupparono dall'attività degli orafi, che custodivano dai clienti oro e altri oggetti preziosi, restituendoli quando richiesto e rilasciando in cambio una ricevuta. Poco per volta gli orafi si resero conto che i clienti erano disposti ad accettare una quantità di oro di un dato valore e non lo stesso oro che avevano effettivamente depositato. Inoltre compresero che i clienti non ritiravano tutto insieme l'oro depositato. Ogni giorno una parte dell'oro veniva ritirato mentre altro oro veniva depositato. Il saldo tra depositi e ritiri, in condizioni economiche normali, era positivo e quindi si poteva tenere a disposizione dei clienti solo una parte dell'oro complessivamente depositato, usando la parte restante per investimenti fruttiferi.

Gli orafi e la banca

Analogamente nella banca moderna il saldo tra depositi e prelievi di denaro tende a essere, in condizioni economiche normali, positivo. La banca tiene prudenzialmente una parte del denaro ricevuto sotto forma di riserva e investe il resto in attività fruttifere. Il rendimento degli investimenti costituisce per la banca un ricavo che, unito ai ricavi per i servizi resi, serve a pagare i costi della banca e a remunerare i capitali ricevuti dalla clientela.

Le riserve obbligatorie

Le riserve che le banche detengono per far fronte agli obblighi nei confronti della clientela in Italia sono obbligatorie per legge. L'obbligo serve a tutelare i risparmiatori, evitando che le banche assumano rischi troppo elevati e si trovino senza la liquidità necessaria a garantire i pagamenti.

Le riserve bancarie coprono solo una frazione dei depositi dei clienti (si parla di riserve frazionali), così che nessuna banca può trasformare in contanti tutti i depositi dei clienti contemporaneamente. Se i clienti chiedessero tutti insieme la restituzione dei loro depositi, la banca sarebbe costretta a dichiarare bancarotta. Non avviene perché i clienti hanno fiducia nel fatto che ciò non accadrà e che se dovesse eventualmente accadere interverrebbero le autorità pubbliche, e tra queste la banca centrale che potrebbe stampare moneta per far fronte alle necessità di liquidità della banca. Inoltre i clienti sanno che forme di assicurazione dei depositi garantiscono loro la restituzione del denaro depositato, almeno per un certo ammontare.

Tuttavia la funzione principale delle riserve obbligatorie non è quella di rendere sicuri i depositi, ma di consentire alle autorità monetarie di controllare l'ammontare dei depositi a vista che le banche possono creare, limitando la crescita dei depositi bancari.

Come il sistema bancario crea moneta

In condizioni economiche normali l'afflusso di denaro verso una banca per i nuovi depositi supera il deflusso di denaro per i prelievi. La banca non deve pertanto mantenere i capitali ricevuti in attesa che il depositante li ritiri, ma può conservarne solo una parte, definita riserva, per far fronte alle esigenze di cassa. Accantonata una quota dei depositi a formare la riserva, il cui ammontare dipende in Italia dalle scelte della banca oltre che da norme di legge, la parte restante dei depositi viene investita in attività redditizie.

Una parte dei capitali dei depositanti viene perciò versata ad altri soggetti economici. Quando, magari dopo successivi passaggi, tali capitali vengono depositati presso una o più banche (per semplicità supponiamo che sia una sola), tale banca ripete quanto ha fatto la banca precedente: trattiene una parte del denaro (la riserva) e investe il resto. Il processo si ripete con una terza banca e poi con una quarta e così via.

Alla fine del processo generato da un nuovo deposito presso una qualsiasi banca, l'intero sistema bancario avrà prodotto riserve per un ammontare pari al nuovo deposito, mentre la somma dei nuovi depositi esistenti sempre presso l'intero sistema bancario sarà pari a un multiplo del primo deposito. L'ammontare del multiplo dipende dalla percentuale di ciascun deposito che viene trasformato in riserva. Anche i nuovi prestiti e investimenti dell'intero sistema bancario risulteranno essere un multiplo del primo investimento.

Il meccanismo appena descritto ha valore se applicato all'intero sistema bancario. È invece errata, come sottolinea Samuelson (vedi la bibliografia), l'opinione diffusa che la singola banca può concedere prestiti per un ammontare multiplo dei depositi.

Una banca particolare: la Banca Centrale

Una banca con poteri particolari è la Banca centrale privata di uno stato. Tra i suoi compiti vi sono la regolamentazione dell'attività bancaria, l'emissione in stato di monopolio della moneta. L'operato della Banca centrale non è, in linea di principio, diverso da quello di qualsiasi altra banca. La principale differenza consiste nella possibilità di emettere (e ritirare) moneta, per regolarne la quantità in circolazione nell'economia, mentre, come abbiamo visto, la banca commerciale può espandere gli impieghi nella misura in cui crescono i depositi. La legge italiana impone alle banche di tenere riserve obbligatorie presso la Banca Centrale. Questa misura ha l'effetto di regolare l'effetto inflazionistico generato dall'emissione di moneta. Più alta è la percentuale di capitale da tenere immobilizzato presso la banca centrale, tanto minore è l'inflazione generata (e con tanta maggiore difficoltà le banche prestano denaro).

La recente crisi dei mercati finanziari (c.d. crisi dei mutui sub-prime) ha messo definitivamente in evidenza l'ineguatezza dei sistemi bancari a fronte all'evoluzione dei mercati internazionali. Secondo l'impostazione degli economisti classici, la banca sarebbe un difetto del mercato nel suo ruolo di intermediario delle risorse finanziarie tra famiglie e imprese, pero' mano a mano che l'efficienza del mercato si evolve il difetto tende a scomparire. Oggi la banca non e' piu' il soggetto che lucra riducendo l'assimmetria informativa tra famiglie e impresa, ma crea assimmetria informativa, lucrando. La banca centrale in questo contesto e' percepibile piu' come tutore di interessi particolari a spese della collettivita', dove il conto della spesa arriva con l'aumento dell'inflazione. Si e' appreso infatti che le banche centrali usano gli strumenti di controllo dell'inflazione e per la stabilita' dei mercati per salvare le banche insolventi dai fallimenti, anziche' per il bene comune.

Banche on-line

La crescita di Internet e la diffusione delle carte di credito hanno favorito la creazione di banche che offrono servizi on-line, così come di istituti di credito senza filiali la cui operatività avviene esclusivamente sul web.

I clienti di tali società ricevono l'estratto conto via e-mail oppure lo possono consultare nel sito istituzionale della banca, ricevono accrediti ed effettuano pagamenti mediante bonifico bancario via Internet, possono disporre di carte di credito con le quali prelevare contante dai Bancomat o dalle filiali di altre banche.

Questi istituti offrono tassi d'interesse più alti della media oppure conti a zero spese, perché ottengono una forte riduzione di costi dall'eliminazione della rete di filiali e dalla standardizzazione dei processi interni.

L'utilizzo di Bancomat e strutture di altre banche per il prelievo di contante possono ridurre questi benefici. Inoltre, la mancanza di filiali e di un contatto diretto col cliente comportano una scarsa personalizzazione dei servizi e criticità nella gestione delle eccezioni e dei reclami, se nemmeno nella sede legale sono create strutture di ascolto del cliente.

Per legge tali banche nei Paesi UE devono avere almeno una sede legale, obbligo assente negli USA.

giovedì 17 gennaio 2008

Ecco il colosso BNL e la sua scalata finanziaria

Evoluzione

Evoluzione del capitale sociale di BNL S.p.A.
(dalla quotazione delle azioni ordinarie - settembre 1998):

Data

Azioni ordinarie

Totale azioni ordinarie

20 dicembre 2006
Conversione delle azioni di risparmio in ordinarie

-

3.095.869.321

21 luglio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

91.586

3.072.670.990

22 giugno 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

2.509.149

3.072.579.404

31 maggio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

2.347.944

3.070.070.255

22 marzo 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

1.370.367

3.067.722.311

28 febbraio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

3.941.044

3.066.351.944

30 gennaio 2006
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

7.165.526

3.062.410.900

30 dicembre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

738.413

3.055.245.374

2 dicembre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

433.175

3.054.506.961

21 ottobre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

292.500

3.054.073.786

4 ottobre 2005
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale e aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

18.446.391

3.053.781.286

9 settembre 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

676.500

3.035.334.895

21 luglio 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

5.466.230

3.034.658.395

23 giugno 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

12.055.544

3.029.192.165

19 aprile 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

6.072.065

3.017.136.621

14 marzo 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

321.619

3.011.064.556

28 febbraio 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

1.788.750

3.010.742.937

25 gennaio 2005
Aumento di capitale gratuito per i dipendenti che hanno maturato 25 anni di servizio effettivo

780.920

3.008.954.187

21 gennaio 2005
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

4.879.510

3.008.173.267

29 dicembre 2004
Operazione di aumento di capitale sociale

784.646.093

3.003.293.757

12 novembre 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

288.085

2.218.647.664

30 settembre 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

400.607

2.218.359.579

9 luglio 2004
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale

28.545.584

2.217.958.972

9 luglio 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Options

185.540

2.189.413.388

11 giugno 2004
Aumento del valore nominale delle azioni a Euro 0,72


19 febbraio 2004
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option

115.000

2.189.227.848

19 gennaio 2004
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale per i 25 anni di servizio

647.536

2.189.112.848

24 luglio 2003
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale per il premio aziendale dell'anno 2002 e per i 25 anni di servizio

35.161.615

2.188.465.312

20 gennaio 2003
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio

1.391.511

2.153.303.697

25 luglio 2002
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale per il premio aziendale dell'anno 2001 e con 25 anni di servizio

27.218.738

2.151.912.186

31 dicembre 2001
Aumento di capitale a titolo gratuito finalizzato all'assegnazione di azioni ordinarie al personale

697.340

2.124.693.448

8 agosto 2001
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option e attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale per il premio aziendale dell'anno 2000 e con 25 anni di servizio al 30 giugno

12.500.920

2.123.996.108

28 giugno 2001
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option

245.200

2.111.495.188

1 marzo 2001
Aumento di capitale sociale al servizio di Stock Option

405.000

2.111.249.988

15 dicembre 2000
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 31 dicembre 2000

294.887

2.110.844.988

29 novembre 2000
Aumento di capitale sociale al servizo di Stock Option

131.600

2.110.550.101

4 agosto 2000
Aumento di capitale sociale riservato al Tesoro

12.336.574

2.110.418.501

5 luglio 2000
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 30/06/2000

255.861

2.098.081.927

30 dicembre 1999
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 31/12/99

568.070

2.097.826.066

23 luglio 1999
Attribuzione gratuita di azioni ordinarie al personale con 25 anni di servizio al 30/06/99

964.217

2.097.257.996

21 settembre 1998
Quotazione azioni ordinarie alla Borsa Italiana

2.096.293.779

2.096.293.779

24 agosto - 14 settembre 1998
Conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie

371.940.669

2.096.293.779

martedì 15 gennaio 2008

BNL OGGI

BNL è oggi il 6° gruppo bancario italiano e rientra tra le prime 60 banche in

Europa e fra le prime 100 al mondo. Con 94 anni di storia alle spalle, 17 mila

dipendenti, la fiducia di 3 milioni di clienti privati e di circa 39 mila imprese,

BNL è tra i brand più noti in Italia.

Fondata nel 1913 come Istituto di Credito per la Cooperazione, la Banca ha

assunto l’attuale denominazione nel 1929. Nel 1992 è stata trasformata da

Istituto di diritto pubblico, controllato dal Ministero del Tesoro per l’80% del

capitale, in Società per azioni. Nel 1998 è stata privatizzata mediante

un’offerta pubblica di vendita.

Nel 2006 a seguito della conclusione dell’Offerta Pubblica d’Acquisto da parte di

BNP Paribas, BNL è entrata a far parte di un grande gruppo internazionale

presente in Francia e in altri 85 Paesi del mondo.

BNP Paribas, leader europeo nel settore dei servizi bancari e finanziari, è una

delle 5 banche più solide al mondo seconda la valutazione di Standard & Poor’s

ed è quotato alla Borsa di Parigi con una capitalizzazione di circa 80 miliardi di

euro.

Oggi BNP Paribas controlla interamente il capitale ordinario di BNL e detiene

direttamente alcune partecipazioni (tra cui quelle delle società di gestione del

risparmio, della società di leasing Locafit e di BNL Vita) prima detenute dalla

stessa BNL.

L’ingresso nel Gruppo BNP Paribas rilancia BNL nel contesto competitivo del

mercato italiano: la Banca coniuga, infatti, la sua storica presenza in Italia con

l’esperienza di un grande gruppo internazionale. Il che significa che BNL oggi

incarna il ruolo di azienda multispecialistica di prodotti e servizi finanziari e,

contemporaneamente, riveste il ruolo di rappresentante in Italia di BNP

Paribas. BNL offre un’ampia gamma di prodotti e servizi bancari, finanziari e

assicurativi, da quelli tradizionali ai più innovativi, volti a soddisfare le esigenze

dei clienti, segmentati per mercati: retail e private, corporate e pubblica

amministrazione.

La Banca conta 895 punti vendita tra sportelli e centri dedicati a singoli

segmenti di clientela. Alla rete fissa si aggiungono le postazioni self–service

(circa 1.300 Atm e circa 20mila Pos), il phone banking (Telebanca BNL) e l’e-

banking: e-Family BNL, il canale banking e trading per il mercato retail;

Business Way BNL per i clienti small business; Ediway BNL per i segmenti

Corporate e Large Corporate; Ediway Enti per la Pubblica Amministrazione e gli

Enti.

Grazie all’ampia presenza internazionale del Gruppo BNP Paribas, la Banca

supporta le aziende italiane che operano all’estero e assiste i gruppi

multinazionali, in particolare quelli con investimenti diretti in Italia, attraverso

Italian Desk. Per le aziende che commerciano con l’estero sono stati attivati,

inoltre, 5 Trade Center che, presenti a Roma, Milano, Bologna, Firenze e

Napoli, si aggiungono al network mondiale di BNP Paribas già operante in 55

paesi con 85 centri.

Oggi, il nuovo logo di BNL ed il payoff del Gruppo BNP Paribas – La banca per

un mondo che cambia – esprimono al meglio questa nuova ricchezza e sono la

testimonianza e la promessa della volontà di perseguire sulla strada del

cambiamento e dell’innovazione per la nuova BNL.

Il Gruppo BNL, attivo principalmente a livello nazionale ma con una significativa presenza internazionale, presenta un'offerta completa di servizi bancari nel settore Retail e in quello Corporate, che si articola come segue:

RETAIL

Finanziamenti

Mutui

Prestiti Personali

Credito al Consumo

Conti Correnti

Conti a pacchetto

Conto Internet

Carte di pagamento

Carte di Credito

Carte di Debito

Risparmio gestito e amministrato

Fondi Comuni di Investimento

Fondi Immobiliari

Prestiti Obbligazionari BNL

Raccolta Indiretta Amministrata

Previdenza

Assicurazioni Vita

CORPORATE

Finanziamenti

Breve termine

Medio/lungo termine

Leasing

Factoring

Conti correnti

Investment banking

Project Finance

M&A, IPO e Advisory

Incassi e Pagamenti

Carte di pagamento

Incassi Telematici (POS)

Capital Markets e Operazioni di Tesoreria

Mercati Obbligazionari e Azionari

Cambi e Derivati

Gestione Rischi Finanziari